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I fattori della comunicazione (...)
Se invece “B” non riuscisse a duplicare e successivamente nemmeno “A”, otterremmo l’equivalente di un ciclo di azione incompleto. Se, ad esempio, “B” non duplicasse neppure vagamente quanto emanato da “A”, la prima parte del ciclo di comunicazione non verrebbe realizzata, e ne risulterebbero discussioni interminabili, infinite spiegazioni e un bel po’ di movimento imprevisto. Poi, se “A” non duplicasse quanto emanato da “B”, nel momento in cui “B” diventa causa durante il secondo ciclo, si verificherebbe un altro ciclo di comunicazione incompleto, con la conseguente mancanza di realtà. Ed è chiaro che, se riducessimo la realtà, ridurremmo anche l’affinità – il sentimento di affetto o simpatia per qualcosa o qualcuno. Perciò, quando manca la duplicazione, l’affinità diminuisce rapidamente.
Un ciclo di comunicazione completo avrà come risultato un alto grado di affinità. Se creeremo disordine riguardo a uno di questi fattori, otterremo un ciclo di comunicazione incompleto e “A” o “B”, oppure entrambi, resteranno in attesa che il ciclo si concluda. In questo modo la comunicazione diventa dannosa.
Un ciclo di comunicazione non concluso genera quella che si potrebbe chiamare una sete di risposte. L’individuo in attesa di un segnale che gli confermi che la sua comunicazione è stata ricevuta, è portato ad accettare qualunque flusso in entrata. Quando qualcuno ha continuamente atteso, per lunghissimo tempo, risposte che non sono mai arrivate, attirerà verso di sé qualsiasi tipo di risposta da qualunque parte provenga, nello sforzo di porre rimedio alla scarsità di risposte.
I cicli di comunicazione incompleti producono una penuria di risposte. Non ha molta importanza ciò che le risposte dovevano o dovrebbero essere, purché si avvicinino vagamente all’argomento in questione. Quando viene data una risposta del tutto inaspettata, come nella comunicazione ossessiva o compulsiva, oppure quando la risposta manca del tutto, questo ha importanza.
La comunicazione in se stessa è dannosa solo quando la comunicazione emanata dalla causa è stata improvvisa e illogica rispetto all’ambiente. In tal caso avremmo una violazione dell’attenzione e dell’intenzione.
Anche il fattore dell’interesse rientra in questo contesto, ma è di gran lunga meno importante. Ciò nondimeno esso chiarisce molti aspetti della condotta umana. “A” intende interessare “B”. Da parte sua “B” diventa interessante affinché qualcuno gli parli.
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