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Comunicazione a due sensi (...)
Per questo motivo troviamo persone che parlano principalmente di cose che vengono loro imposte da cause esterne. Vedono un incidente e ne discutono. Vedono un film e ne discutono. Aspettano che una sorgente esterna fornisca loro l’occasione per conversare. Ma, visto che quelle persone sono tutte deboli nell’originare una comunicazione, il che equivale anche a dire che hanno poca immaginazione, scopriamo che coloro che dipendono da impulsi primari esterni si trovano più o meno in una condizione di comunicazione compulsiva oppure inibita e perciò la loro conversazione esce dal seminato in modo rapido e marcato, il che può portare al nascere di una straordinaria animosità o di conclusioni sbagliate.
Supponiamo che in Luca la mancanza d’impulso come causa primaria, lo abbia portato a una comunicazione compulsiva oppure ossessiva; scopriremo che è talmente indaffarato nel produrre un flusso uscente, che non avrà mai l’opportunità di ascoltare chi gli parla e, qualora riuscisse a sentirlo, non gli risponderebbe. Paolo, d’altro canto, potrebbe essere molto, molto, molto debole nel ruolo di causa primaria (il che significa debole nell’originare una comunicazione), tanto da non diventare nemmeno Paolo` oppure, se lo facesse, tanto da non esprimere mai la propria opinione, sbilanciando in questo modo ancora di più Luca in direzione di una comunicazione sempre più compulsiva.
Come potete vedere da questi grafici, potrebbero nascere alcune situazioni nuove. Ci potrebbe essere il fenomeno della risposta ossessiva come pure quello della risposta inibitoria. Nonostante non sia stata originata alcuna comunicazione primaria verso di lui, un individuo potrebbe passare tutto il suo tempo a rispondere, a giustificare oppure a spiegare, il che è la stessa cosa. Un altro individuo, come Luca` nel grafico “A”, o Paolo` nel grafico “B”, potrebbe passare tutto il suo tempo a far vedere di aver capito, anche se non c’è niente che gli sia stato inviato da richiedere un riconoscimento. In ogni caso le manifestazioni più comuni ed evidenti sono l’origine compulsiva e ossessiva, l’accettazione senza risposta e il mancato riconoscimento di una risposta. E in questi punti troviamo dei flussi bloccati.
Dal momento che nell’universo sembra non esista altro crimine se non quello di comunicare e poiché l’unica ancora di salvezza per l’individuo consiste nel comunicare, possiamo immediatamente capire che da questa situazione non possa venir fuori nient’altro che un aggrovigliamento della comunicazione; ma dovremmo anche capire – senz’altro con più gioia – che ora lo si può risolvere.
I flussi si bloccano su questo duplice ciclo di comunicazione quando si verifica della scarsità:
(1) nell’originare comunicazioni,
(2) nel ricevere comunicazioni,
(3) nel rispondere alla comunicazione data,
(4) nel mostrare di aver capito la risposta.
Dunque si può vedere che esistono solo quattro parti che possono diventare problematiche nei grafici “A” e “B”, a prescindere dal numero di strane manifestazioni che ne possono derivare.
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